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Ransomware: anche se il nome non vi dice nulla, è probabile che ne conosciate già l’impatto. Casi come l’attacco di DarkSide al Colonial Pipeline negli Stati Uniti e la crisi internazionale di WannaCry, che ha messo fuori uso 16 ospedali in tutto il Regno Unito, sono con ogni probabilità comparsi più volte tra le vostre notizie. Che cos’è il ransomware e come è possibile proteggersi? Immagine della risorsa

Che cos’è il ransomware?

Il ransomware è un tipo di malware che cripta, ovvero blocca, i file del computer e richiede a un cybercriminale il pagamento di un riscatto per sbloccarli. Il riscatto viene spesso richiesto in Bitcoin, perché è più difficile da tracciare per le forze dell’ordine.

In crescita

L’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza (ENISA) definisce la nostra epoca «l’età dell’oro del ransomware». Si tratta di uno dei tipi di attacco informatico più dannosi che il mondo si trova oggi ad affrontare e non mostra alcun segno di rallentamento. Anzi, al contrario: l’impatto del ransomware continua a crescere, ed è per questo che è importante capire che cos’è e come prevenirne la diffusione.

Come posso proteggermi?

Ora che sappiamo che cos’è il ransomware e perché rappresenta un problema così rilevante, vediamo come proteggere i dispositivi dalle infezioni.

Phishing

La maggior parte dei tipi di malware si diffonde più comunemente tramite phishing, e il ransomware non fa eccezione. Il phishing è un tipo di attacco informatico in cui un cybercriminale finge di essere qualcun altro per indurvi a fare clic su un link, scaricare un allegato o cedere risorse (come denaro o dati). Il phishing può assumere molte forme diverse, ma quando si parla di malware ci interessano soprattutto il phishing via e-mail e lo smishing (che avviene tramite SMS). Ecco alcuni segnali di allarme del phishing a cui prestare attenzione:
  • Allegati: possono contenere malware. Non aprite mai allegati che non stavate aspettando senza aver prima verificato l’identità del mittente tramite un altro canale di contatto.
  • Link: anche le pagine web possono infettare il dispositivo con malware. Evitate di fare clic sui link provenienti da mittenti sconosciuti.
  • Urgenza: i cybercriminali vogliono che agiate senza riflettere. Se vi viene messa fretta per intervenire, procedete con cautela.
  • Spoofing: se un indirizzo e-mail è quasi identico a uno di cui vi fidate, potrebbe trattarsi di uno spoof (hell0@email.com anziché hello@email.com). Esaminate con attenzione gli indirizzi e-mail e i numeri di telefono dei mittenti.
Se ricevete un messaggio di phishing, avvisate il team di sicurezza, in modo che possa proteggere anche gli altri.

Aggiornamenti

Gli aggiornamenti consentono al dispositivo di restare protetto dalle minacce alla sicurezza scoperte più di recente. Per questo è importante mantenere aggiornati i dispositivi e tutto il software. Non rimandate: installate gli aggiornamenti non appena sono disponibili. Le notifiche di aggiornamento provengono direttamente dal team di sicurezza. Se fate fatica a ricordarvi di aggiornare regolarmente il dispositivo, valutate la possibilità di aggiungere un promemoria settimanale al calendario. Riservate 10 minuti, magari il venerdì pomeriggio, all’installazione degli aggiornamenti rilasciati durante la settimana.

Supporti rimovibili sconosciuti

I cybercriminali amano sfruttare la curiosità naturale delle persone. La chiavetta USB smarrita che avete trovato nel parcheggio davanti all’ufficio potrebbe essere stata precaricata con malware e lasciata lì nella speranza che, incuriositi dal contenuto, la colleghiate a un dispositivo aziendale. I parcheggi non sono gli unici luoghi pericolosi: i cybercriminali sono più astuti di così. L’FBI (Federal Bureau of Investigation) degli Stati Uniti mette in guardia dalle chiavette USB recapitate per posta. I cybercriminali possono persino vendervi dispositivi dannosi tramite una piattaforma di e-commerce come Amazon. (Consiglio: diffidate dei prodotti con prezzi drasticamente inferiori rispetto a quelli dei concorrenti affidabili). In sintesi? Se non siete sicuri della provenienza di un dispositivo rimovibile, che si tratti di una chiavetta USB, di un disco rigido esterno o di un mouse… non collegatelo. Immagine della risorsa

Wi-Fi pubblico e porte USB

Negli ultimi anni siamo diventati più attenti ai germi negli spazi pubblici, ma che dire delle minacce informatiche? Le aree comuni sono le preferite dai cybercriminali perché consentono di infettare con facilità i dispositivi di interi gruppi di persone contemporaneamente. Se possibile, non collegatevi mai a una rete Wi-Fi pubblica. I cybercriminali possono usare una rete per infettare i dispositivi di tutti coloro che vi sono connessi. Utilizzate invece la vostra connessione dati mobile o il vostro hotspot. Se dovete collegarvi, le VPN possono offrire un ulteriore livello di protezione. Se prevedete di dover ricaricare il dispositivo mobile mentre siete fuori, portate con voi un alimentatore da collegare direttamente a una presa elettrica. Le porte USB pubbliche, come quelle delle stazioni di ricarica, possono essere precaricate con malware come il ransomware.

Backup

Se il dispositivo dovesse comunque essere infettato da ransomware, la soluzione migliore è cancellarne il contenuto e ripristinare i dati persi da un backup. In questo modo eviterete di perdere i file e non sarà necessario versare denaro a un cybercriminale. Per i dispositivi personali, gli esperti consigliano di utilizzare un servizio cloud. I file resteranno aggiornati automaticamente, quindi non dovrete ricaricarli manualmente a ogni modifica. Per i dispositivi aziendali, rivolgetevi al team di sicurezza per sapere come vengono gestiti i backup. È etico pagare un riscatto? Pagare il riscatto richiesto da un ransomware è ampiamente considerato non etico, perché incentiva i cybercriminali a continuare con questo tipo di attacchi. Dopotutto, se non fossero redditizi, i cybercriminali non perderebbero tempo. Vale la pena ricordare che, anche se decidete di pagare il riscatto, non vi è alcuna garanzia che i criminali rispettino la loro parte dell’accordo. Tuttavia, come per qualsiasi questione etica, la risposta non è sempre chiara. Alcuni casi di pagamento del riscatto si collocano in una zona moralmente più ambigua. Gli ospedali, ad esempio, si trovano di fronte a una questione di vita o di morte quando il ransomware impedisce loro di prendersi cura dei pazienti come dovrebbero. Immagine della risorsa Il ransomware può anche essere in crescita, ma abbiamo un’arma segreta: voi. Quanto meglio tutti noi comprendiamo come prevenire la diffusione del ransomware e cosa fare in caso di attacco, tanto meno redditizio sarà per i cybercriminali. Siete la nostra prima linea di difesa contro gli attacchi informatici. La vostra organizzazione, e il mondo intero, contano su di voi per contribuire a fermare la diffusione del ransomware.