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Cercate una metafora efficace per la formazione sulla consapevolezza del phishing? Non cercate oltre.

La metafora dell’arma da fuoco

Nella formazione sulle armi da fuoco, ogni istruttore di sicurezza è un brontolone per un motivo preciso. Vi darà, in una forma o nell’altra, questo saggio consiglio: tenete sempre il dito lontano dal grilletto, a meno che non siate assolutamente intenzionati a far fuoco con la vostra arma. Nelle zone rurali dell’Oklahoma il consiglio è semplice: tieni il tuo “booger hook” lontano dal “bang switch”! (Sì, si basa su una storia vera). Scherzi a parte, questo mi ricorda i pericoli concreti delle e-mail di phishing e la necessità di non fare clic sui link, a meno di essere assolutamente intenzionati ad aprire un URL.

Ecco 5 motivi per restare vigili…

  • Diffusione delle e-mail sospette: l’86% delle persone ha dichiarato di aver ricevuto più di un’e-mail sospetta nelle ultime due settimane. Nel 2018 la piattaforma Living Security ci ha mostrato che la stragrande maggioranza degli utenti di computer riceve almeno un’e-mail sospetta ogni due settimane (alcuni intervistati hanno indicato più di 5 e-mail sospette nello stesso periodo).
  • Percezione del rischio (elevata): la piattaforma Living Security ci ha inoltre mostrato che il 64% delle persone riteneva che il proprio ruolo le rendesse un bersaglio a rischio da moderato a elevato per i criminali informatici. Una percezione del rischio più elevata indica spesso la presenza di dati sensibili, soprattutto per chi dispone di accessi privilegiati o di influenza.
  • Tattiche di inganno: nel primo trimestre del 2019 gli URL dannosi hanno superato gli allegati con un rapporto di 5 a 1 , con domini di primo livello .com dall’aspetto innocuo coinvolti nel 69% dei casi. Il dettaglio sorprendente è che — conoscete il lucchetto nell’angolo in alto a sinistra della barra degli URL? — la maggior parte dei link di PHISHING lo mostrava (https://). Le tattiche ingannevoli aumentano notevolmente la credibilità di un URL.
  • Volume delle e-mail di phishing: oggi è 20 volte più probabile essere derubati davanti al proprio computer da un criminale informatico che essere rapinati per strada. Per inquadrare il problema, l’IRS ha segnalato un aumento del 60% degli attacchi di phishing nel 2018, mentre il 2018 Phishing Trends Report di PhishLabs evidenzia un incremento del 237% degli attacchi rivolti ai sistemi SaaS.
  • Paura e sensazioni non quantificabili: persino “sentirsi vulnerabili aumenta la vulnerabilità alle frodi!” Un livello eccessivo di paranoia e di paura ha un costo emotivo per i dipendenti e aumenta in modo significativo l’affaticamento decisionale nella gestione delle e-mail.
La buona notizia è che, grazie alla formazione, le persone sono anche i migliori sensori. VOI siete i migliori sensori! È possibile dimostrare che chiunque può arrivare a segnalare le e-mail sospette con una frequenza maggiore rispetto ai clic sull’esca. Una formazione sulla consapevolezza del phishing come questa farà pendere la bilancia a favore dei difensori, evitando fin dall’inizio che i “booger hook” si avvicinino troppo ai “bang switch”. Se capite cosa intendo…